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Sierra de CazorlaIn autoLuis Rogelio HM — CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

Sierra de Cazorla

Jaén, Andalusia, Spagna · Spagna

Duemilacento chilometri quadrati di sierra nell'est di Jaén: lo spazio protetto più grande di Spagna e uno dei più grandi d'Europa. Qui nasce il Guadalquivir, a milletrecentocinquanta metri, come un filo d'acqua tra le pietre, e qui Félix Rodríguez de la Fuente girò buona parte di «El Hombre y la Tierra». È un parco così grande che non si vede intero: si sceglie una valle e la si percorre piano, tra pinete, gole calcaree e paesi appesi alla roccia.

3 giorni2 notti154 km9 tappePeriodo migliore: Primavera e autunno. La primavera porta i fiumi in portata e i sentieri al meglio; l'autunno, il bramito del cervo, che qui si sente dalla strada. D'estate fa caldo e si riempie, e d'inverno può nevicare e chiudersi qualche pista.

Giorno 1 · La porta della sierra

Cazorla, La Iruela e il passo delle Palomas · 17 km

CazorlaLuis Rogelio HM — CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

Cazorla

storia

La porta del parco, stretta tra il Peñón de los Halcones e la valle. Si organizza in tre piazze concatenate, e quella della Corredera la chiamano l'Uovo per la sua forma ovale. Sopra domina il castello della Yedra, e sotto ci sono le rovine di Santa María, una chiesa rinascimentale attribuita a Vandelvira, rovinata da una piena nel 1694 e poi dalle truppe napoleoniche.

Consiglio

Santa María è scoperta da allora e si usa come spazio aperto: è uno dei posti più strani e migliori del paese. E qui è dove bisogna fare il pieno e la spesa: dentro il parco non c'è quasi nulla.

5 min alla tappa successiva · 2 km

La IruelaZiegler175 — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

La Iruela

panorami

A due chilometri da Cazorla e attaccato a esso, con un castello templare arroccato su un ago di roccia che sembra impossibile. Da sotto si stenta a capire come ci abbiano costruito lassù, e da sopra si vede l'intera valle del Guadalquivir.

Consiglio

È una sosta di mezz'ora che quasi tutti saltano andando dritti alla sierra. Il mastio sta sulla rupe, e il teatro dall'aria classica sotto è moderno: non confonderti.

20 min alla tappa successiva · 13 km

Il Puerto de las PalomasAxel Cotón Gutiérrez — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Il Puerto de las Palomas

panorami

Un passo a milleduecento metri con un belvedere che abbraccia l'alta valle del Guadalquivir da un capo all'altro. È la prima volta che si vede la dimensione reale del parco: duemilacento chilometri quadrati, lo spazio protetto più grande di Spagna.

Consiglio

Guida piano da qui in poi e soprattutto all'alba e al tramonto: in questa sierra ci sono cervi, daini e mufloni liberi e attraversano spesso la strada.

Giorno 2 · Dove comincia il Guadalquivir

Cerrada del Utrero, Herrerías e la sorgente · 66 km

La Cerrada del UtreroLuis Rogelio HM — CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

La Cerrada del Utrero

natura

Una gola stretta che il Guadalquivir appena nato ha tagliato nel calcare, con una passerella sospesa sull'acqua. Il sentiero circolare è di un chilometro e mezzo. A metà strada appare la cascata di Linarejos, che qui chiamano Coda di Cavallo.

Consiglio

Si fa in quarantacinque minuti ed è adatto quasi a chiunque. È uno dei pochi posti dove si vede il Guadalquivir ancora fiume di montagna, prima di diventare quel che arriva a Siviglia.

35 min alla tappa successiva · 15 km

Il Puente de las HerreríasAudalix — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Il Puente de las Herrerías

patrimonio

Un ponte di pietra a una sola arcata sull'alto Guadalquivir, in un'area ricreativa di pini accanto all'acqua. La tradizione racconta che lo alzarono in una sola notte i fabbri dell'esercito di Isabella la Cattolica perché la regina potesse attraversare in marcia verso la conquista di Granada.

Consiglio

È il posto migliore del parco per fermarsi a mangiare, con tavoli e ombra accanto al fiume. Approfittane, perché il resto della giornata è pista forestale.

25 min alla tappa successiva · 11 km

La sorgente del GuadalquivirFalk2 — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

La sorgente del Guadalquivir

natura

Nella Cañada de las Fuentes, a milletrecentocinquanta metri, sgorga come un filo il fiume che rese possibile l'Andalusia: quello che irriga la campagna, che portò le navi a Siviglia e il grande fiume di al-Andalus, che gli diede il suo nome arabo. Qui è appena un getto tra le pietre.

Consiglio

Ci si arriva per pista forestale, e molte di queste piste hanno regolazione oraria: informati al centro visitatori prima di salire. Il contrasto tra questo filo d'acqua e quel che arriva a Sanlúcar è ciò che rende la sosta.

Giorno 3 · Passerelle, bacino e un paese sul bordo

Borosa, il Tranco e Hornos · 71 km

Il fiume Borosa e la Cerrada de ElíasAntonio Granero — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Il fiume Borosa e la Cerrada de Elías

natura

Il sentiero più famoso del parco: risale il Borosa su passerelle di legno fissate nella parete, tra pozze di un verde impossibile. Il percorso intero sono ventidue chilometri andata e ritorno fino alla sorgente, ma la Cerrada de Elías, che è il tratto spettacolare, sta a circa quattro chilometri dall'inizio.

Consiglio

Non serve farla tutta. Vai fino alla Cerrada de Elías e torna: circa due ore e mezza e ti porti il meglio. Parte dalla piscicoltura accanto alla Torre del Vinagre, dove sta il centro visitatori del parco.

40 min alla tappa successiva · 26 km

Il bacino del TrancoZiegler175 — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

Il bacino del Tranco

natura

Il grande bacino che taglia il Guadalquivir in mezzo al parco, con la strada che lo costeggia per chilometri. Questo tratto si chiama Rotta di Félix Rodríguez de la Fuente perché qui girò buona parte di «El Hombre y la Tierra», la serie che insegnò alla Spagna quel che aveva in casa.

Consiglio

Al Collado del Almendral c'è un parco faunistico dove si vedono cervi, daini e mufloni in semilibertà. Si percorre in auto in mezz'ora.

25 min alla tappa successiva · 17 km

Hornos de SeguraJosé Manuel Martínez Carrillo — CC BY-SA 3.0 es (Wikimedia Commons)

Hornos de Segura

panorami

Un paese arroccato su uno sperone di roccia sopra il bacino, con le case appese al bordo e un castello di origine musulmana sulla punta. Nella torre del castello c'è un osservatorio astronomico, e di notte il cielo di questa sierra è tra i più bui d'Andalusia.

Consiglio

Cammina fino al belvedere in fondo al paese, dove finisce la roccia: si vede tutto il Tranco e l'intera sierra di Segura. È il miglior finale possibile per la gita.

Questa gita è nell'app, giorno per giorno, con ogni tappa sulla mappa, i tragitti tra una e l'altra e dove dormire, e la possibilità di salvarla per quando non c'è campo.

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