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La Serranía de CuencaIn autoTomás Fano — CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

La Serranía de Cuenca

Cuenca, Spagna · Spagna

Una sierra di calcare a nord di Cuenca dove l'acqua lavora la pietra da milioni di anni, e il risultato sono labirinti di blocchi sciolti, canyon dalle pareti verticali e cascate che sgorgano da dentro la roccia. Tutto comincia in una città costruita su uno sperone tra due gole, con le case affacciate sul vuoto perché non c'era altro posto dove crescere.

3 giorni2 notti138 km7 tappePeriodo migliore: Primavera e autunno. La primavera porta il Cuervo con portata e il bosco verde; l'autunno, il colore dei faggi e dei pioppi. E c'è un'eccezione: se l'inverno gela davvero, la sorgente del Cuervo ghiacciata è il meglio che offre questa sierra.

Giorno 1 · La città sull'abisso

Cuenca e il Ventano del Diablo · 38 km

CuencaTomás Fano — CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

Cuenca

storia

Una città costruita su uno sperone tra due gole, quella del Júcar e quella dell'Huécar, con le case affacciate sul bordo perché non c'era altro posto dove crescere. Le Case Sospese sono quel che resta di un'intera fila che percorreva la falesia. È Patrimonio dell'Umanità dal 1996 e la sua cattedrale fu, con quella di Ávila, la prima gotica di Castiglia.

Consiglio

Attraversa il ponte di San Pablo, che è di ferro e si muove un po': dal centro c'è la vista delle Case Sospese che hai visto mille volte. E sali al quartiere del Castillo al tramonto.

50 min alla tappa successiva · 38 km

El Ventano del DiabloAitor Fdez-Ceballos — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

El Ventano del Diablo

panorami

Una finestra naturale aperta nella roccia calcarea sopra la gola del Júcar, a cento metri dal parcheggio e praticamente senza camminare. Narra la leggenda che il diavolo vi celebrasse i suoi sabba e spingesse nel vuoto chi si affacciava.

Consiglio

È uno dei pochi belvedere spettacolari a cui si arriva senza camminare. Se soffri di vertigini, attenzione: il bordo non è protetto da tutti i lati.

Giorno 2 · Due labirinti di pietra

La laguna di Uña, Ciudad Encantada e Las Majadas · 60 km

La laguna di Uñadiego_cue — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

La laguna di Uña

natura

Una laguna allungata ai piedi di una parete di roccia, proprio accanto al paese, con un sentiero che la circonda tutta e un imbarcadero. È zona di uccelli acquatici e d'inverno si vedono anatre, folaghe e aironi senza muoversi dal cammino.

Consiglio

Il sentiero è pianeggiante e si fa in quaranta minuti. Sta accanto al paese dove hai dormito, quindi è il modo tranquillo di cominciare la giornata prima dei due labirinti di pietra.

15 min alla tappa successiva · 12 km

La Ciudad EncantadaXauxa Håkan Svensson — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

La Ciudad Encantada

natura

Un labirinto di calcare che l'acqua ha sciolto per milioni di anni fino a lasciare blocchi sciolti con forme riconoscibili: il Tormo, le Navi, il Ponte Romano. Fu dichiarata Sito Naturale di Interesse Nazionale nel 1929, una delle prime figure di protezione che ci furono in Spagna.

Consiglio

Il recinto è privato e si paga il biglietto. Il percorso è circolare, segnalato e pianeggiante: un'ora e mezza abbondante con le soste. I nomi delle formazioni sono indicati: non serve immaginare nulla.

40 min alla tappa successiva · 31 km

I Callejones de Las MajadasItospuf — Public domain (Wikimedia Commons)

I Callejones de Las Majadas

natura

La stessa cosa della Ciudad Encantada ma senza biglietto, senza coda e quasi senza nessuno: un labirinto carsico di vicoli tra blocchi di calcare, con sentieri segnalati di varia lunghezza. È a meno di un'ora e quasi nessuno lo conosce.

Consiglio

Se sei stretto di tempo o di budget, questa è l'alternativa onesta alla Ciudad Encantada. E se le fai entrambe, vedrai che l'erosione ha lavorato uguale nelle due e l'ha raccontato in modo diverso.

Giorno 3 · L'acqua che esce dalla roccia

La sorgente del Cuervo e la Hoz de Beteta · 40 km

La sorgente del fiume CuervoAlmagdelc — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

La sorgente del fiume Cuervo

natura

L'acqua sgorga da una grotta in alto e cade lungo una parete coperta di muschio e travertino, formando tende d'acqua che negli inverni freddi arrivano a gelare. È Monumento Naturale e l'accesso è libero; in alta stagione, verifica se il parcheggio è regolamentato. Ci sono passerelle segnalate fino ai piedi della cascata.

Consiglio

Comanda la portata: in primavera e dopo il disgelo scende con forza; a fine estate resta poco. E d'inverno, se ha gelato, il ghiaccio appeso alla parete è la versione migliore del posto. Arriva presto, perché il parcheggio si riempie.

40 min alla tappa successiva · 38 km

La Hoz de BetetaPePeEfe — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

La Hoz de Beteta

panorami

Circa sei chilometri di canyon che il fiume Guadiela ha tagliato nel calcare, con pareti verticali e la strada infilata dentro seguendo l'alveo. È Monumento Naturale e una delle poche gole della sierra che si percorre tutta in auto senza scendere.

Consiglio

Fermati in una delle piazzole accanto al fiume e fai una breve passeggiata tra le pareti. E se vuoi visitare il parco faunistico di El Hosquillo, dove ci sono orsi bruni in semilibertà, bisogna prenotare in anticipo: la visita è guidata e non si entra liberamente.

Questa gita è nell'app, giorno per giorno, con ogni tappa sulla mappa, i tragitti tra una e l'altra e dove dormire, e la possibilità di salvarla per quando non c'è campo.

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