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La AlcarriaIn autoÁWá — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

La Alcarria

Guadalajara, Spagna · Spagna

Un altopiano alto spaccato da valli, tra Guadalajara e Cuenca, che ha un nome proprio nella letteratura spagnola da quando Camilo José Cela lo percorse a piedi nel 1946 e scrisse «Viaggio all'Alcarria». Qui c'è il miele di sempre, i paesi di pietra dorata e i campi di lavanda più famosi di Spagna, che da pochi anni hanno un loro festival. E due storie che non ti aspetteresti: la principessa di Éboli morì reclusa a Pastrana, e a Zorita sorse nel 578 una delle pochissime città che l'Europa fondò tra Roma e Carlo Magno.

3 giorni2 notti150 km9 tappePeriodo migliore: Fine giugno e primi di luglio se vieni per la lavanda, mettendo in conto che ci sarà gente. Maggio e settembre per vedere tutto con calma e senza caldo: l'Alcarria d'estate supera i trentacinque gradi.

Giorno 1 · Cela, il balcone e la lavanda

Torija, Trijueque e Brihuega · 27 km

TorijaOilisab — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Torija

cultura

Un castello del Quattrocento che oggi ospita il museo dedicato a «Viaggio all'Alcarria», il libro che Camilo José Cela scrisse nel 1946 dopo aver percorso a piedi questa comarca. È la tappa che dà senso a tutto quel che viene dopo.

Consiglio

Cela impiegò dieci giorni, quasi sempre a piedi, per quello che tu farai in tre in auto. Il museo ricostruisce il libro e il viaggio passo dopo passo: vale l'ora anche se non hai letto il libro.

10 min alla tappa successiva · 6 km

TrijuequeBalles2601 — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Trijueque

panorami

Un paese piccolo con un belvedere noto come il Balcone dell'Alcarria, da cui si abbraccia l'intero altopiano e le valli che lo tagliano. Spiega in cinque minuti la geografia di tutta la comarca.

Consiglio

È una sosta breve, ma conviene farla prima che dopo: capire che l'Alcarria sono altopiani alti spaccati da valli fa leggere diversamente il resto del viaggio.

15 min alla tappa successiva · 15 km

BrihuegaAdriPozuelo — CC BY-SA 3.0 es (Wikimedia Commons)

Brihuega

storia

La chiamano il Giardino dell'Alcarria. Conserva tratti di mura con la porta della Cadena e l'arco di Cozagón, un labirinto di grotte arabe scavate sotto il paese e la Real Fábrica de Paños, che Ferdinando VI fece costruire nel 1750 con una pianta circolare insolita, oggi circondata da un giardino ottocentesco.

Consiglio

Le grotte arabe hanno orari limitati e spesso visita guidata: controlla prima, perché i turni sono pochi al giorno.

10 min alla tappa successiva · 6 km

I campi di lavandaVilanchelo — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

I campi di lavanda

natura

Centinaia di ettari di lavandino sull'altopiano, a nord del paese, che negli ultimi anni, col festival, hanno reso Brihuega una delle mete più visitate della provincia.

Consiglio

Attenzione: i campi NON sono in paese. Bisogna uscire qualche chilometro in auto: chiedi all'ufficio turistico la mappa degli accessi ai campi. E sono terreni privati: si guardano dai sentieri, non ci si entra a calpestarli.

Giorno 2 · Sorgenti, cascate e un monastero in rovina

Cifuentes, Trillo e Monsalud · 105 km

CifuentesXauxa Håkan Svensson — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

Cifuentes

storia

La chiamano la villa delle cento fonti, e il nome viene dalla sorgente che sgorga accanto al paese e dà origine al fiume omonimo. Conserva la chiesa del Salvador, con portale romanico del XIII secolo, e il convento di Santo Domingo, con facciata rinascimentale.

Consiglio

Il castello non sempre si può visitare dentro: chiedi prima di contarci. Quel che merita è scendere alla sorgente del fiume, all'uscita del paese.

15 min alla tappa successiva · 12 km

TrilloOilisab — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Trillo

natura

Il fiume Cifuentes scende per il paese formando salti d'acqua fino a sfociare nel Tago, e un ponte del Cinquecento passa proprio sopra. Le acque termali di qui le usavano già i Romani, e nel 1778 Carlo III vi fece costruire delle terme famose in tutta la Spagna.

Consiglio

Un avviso onesto: a pochi chilometri dal paese si vede la centrale nucleare di Trillo, con le sue torri di raffreddamento. Fa parte del paesaggio e conviene saperlo prima di arrivare.

45 min alla tappa successiva · 44 km

Monastero di Santa María de MonsaludPolux137 — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

Monastero di Santa María de Monsalud

storia

Un monastero cistercense del XII secolo a Córcoles, in rovina ma con chiesa e sala capitolare in piedi. È tra i più antichi della provincia e, come vuole l'austerità cistercense, ha pochissimi ornamenti: solo capitelli a foglie nella sala capitolare.

Consiglio

È fuori strada e non c'è quasi mai nessuno. Controlla l'orario prima di deviare, perché apre poche ore.

Giorno 3 · La principessa e la città visigota

Pastrana, Zorita e Recópolis · 18 km

PastranaPMRMaeyaert — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

Pastrana

storia

La villa ducale, sospesa tra i burroni. Nel suo palazzo morì reclusa Ana de Mendoza, la principessa di Éboli, che Filippo II confinò qui negli ultimi anni; secondo la tradizione, le era concesso affacciarsi sulla piazza solo un'ora al giorno, e da lì il nome di Plaza de la Hora. La collegiata conserva quattro arazzi fiamminghi del Quattrocento.

Consiglio

La collegiata e il museo degli arazzi si visitano con guida e a ore fisse. Consulta i turni prima di organizzare la mattinata, perché non c'è visita continua.

15 min alla tappa successiva · 13 km

Zorita de los Canes e RecópolisFergon — Public domain (Wikimedia Commons)

Zorita de los Canes e Recópolis

storia

Un castello calatravo sul Tago e, a un chilometro, i resti di Recópolis: una città che il re visigoto Leovigildo fondò nel 578 e che, secondo la tradizione, battezzò col nome del figlio Recaredo. È una delle pochissime città fondate ex novo in tutta l'Europa occidentale tra la fine di Roma e Carlo Magno.

Consiglio

È questo che rende unica questa tappa: in quei secoli quasi nessuno in Europa fondava città nuove. Qui sì, e se ne può percorrere il tracciato.

Questa gita è nell'app, giorno per giorno, con ogni tappa sulla mappa, i tragitti tra una e l'altra e dove dormire, e la possibilità di salvarla per quando non c'è campo.

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