🚗In autoAlessandro Drago — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
Le Dolomiti
Alto Adige e Belluno, Italia · Italia
Un massiccio di roccia chiara che a fine pomeriggio si tinge di rosa, tra Alto Adige, Trentino e Veneto, dove si parlano tedesco, italiano e ladino. La Grande Strada delle Dolomiti fu aperta nel 1909 per unire Bolzano a Cortina attraversando i passi, e continua a essere il modo di percorrerlo. Qui ci sono l'altopiano alpino più grande d'Europa, i laghi glaciali più fotografati delle Alpi e cime la cui parete nord non fu scalata fino al 1933. E per queste stesse montagne passò il fronte della guerra dal 1915 al 1917. Avvisi MOLTO importanti, perché qui l'accesso è regolato e arrivare e basta non funziona. LAGO DI BRAIES: d'estate la strada chiude al traffico privato per buona parte della giornata; bisogna prenotare o parcheggiare all'ingresso della valle e salire in autobus a pagamento. TRE CIME: la strada al rifugio Auronzo è a pedaggio, circa quaranta euro ad auto, e richiede prenotazione anticipata via internet. ALPE DI SIUSI: chiusa alle auto durante il giorno; si sale in funivia da Ortisei o da Siusi. Orari e date cambiano ogni anno: verificali prima di partire. Inoltre il carro attrezzi porta via le auto mal parcheggiate a Ortisei e Cortina, sui passi ci si può fermare solo nelle piazzole segnalate, e far volare droni è vietato nei parchi naturali. D'inverno, dopo una nevicata, i passi possono chiudere per qualche ora o qualche giorno.
4 giorni3 notti300 km11 tappePeriodo migliore: Da fine giugno a metà settembre, quando i passi sono aperti, funzionano le funivie e si può camminare. È anche quando ci sono più restrizioni di accesso e più gente. D'inverno è zona sciistica: i passi possono chiudere dopo una nevicata, la salita alle Tre Cime chiude e i sentieri restano sotto la neve.
Un piccolo lago verde smeraldo col massiccio del Latemar riflesso dietro. La leggenda ladina dice che un mago ruppe qui un arcobaleno cercando di sedurre una ninfa, e che i colori caddero nell'acqua e ci restarono.
Consiglio
Si percorre su una passerella in venti minuti e non si può scendere alla riva. Sta sulla Grande Strada delle Dolomiti, quindi è una sosta di passaggio, non una meta.
55 min alla tappa successiva · 37 km
Gabriele Delhey — CC BY 3.0 (Wikimedia Commons)
Passo Pordoi e il Sass Pordoi
panorami
Un passo a duemiladuecento metri sulla Grande Strada delle Dolomiti, la via che nel 1909 unì Bolzano a Cortina attraversando i passi. Da qui sale una funivia al Sass Pordoi, a quasi tremila metri, che lascia su un altopiano di pietra da cui si vede la Marmolada.
Consiglio
I tornanti di questi passi sono lenti: per quaranta chilometri di passo calcola un'ora abbondante, non mezza. E la funivia chiude fuori stagione, quindi verificalo prima.
50 min alla tappa successiva · 31 km
This Photo was taken by Wolfgang Moroder.
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Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract. — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
Ortisei
cultura
La capitale della Val Gardena, dove si parla ladino, una lingua romanza che sopravvive nelle valli attorno al massiccio del Sella e che non è né italiano né tedesco. Il paese vive dal Seicento dell'intaglio del legno, e i suoi intagliatori rifornivano di figure mezza Europa.
Consiglio
Entra in qualche bottega o nel museo della Val Gardena per capire il mestiere. E occhio a parcheggiare: a Ortisei il carro attrezzi porta via le auto mal parcheggiate con grande facilità.
Giorno 2 · Crinale, altopiano e la chiesetta del prato
Seceda, Alpe di Siusi e Val di Funes · 50 km
Wolfgang Moroder — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
Seceda
panorami
Un crinale di roccia tagliato a picco che precipita a picco verso la Val di Funes, con le guglie delle Odle accanto. Si sale in funivia da Ortisei e in cima, a duemilacinquecento metri, ci sono prato e sentieri pianeggianti.
Consiglio
Lassù fa freddo e vento anche se sotto è estate: porta una giacca. E la luce migliore è quella di prima mattina, prima che il crinale vada in controluce.
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Alpe di Siusi
natura
L'altopiano alpino più grande d'Europa: cinquantasei chilometri quadrati di prato ondulato tra milleseicento e duemilatrecento metri, chiuso da un lato dalle cime dello Sciliar. Non è un belvedere, è un paesaggio che si cammina per ore.
Consiglio
La strada è chiusa al traffico privato per buona parte della giornata in stagione, quindi si sale in funivia da Ortisei o da Siusi, o in navetta. Non contare di arrivarci in auto a metà mattina.
40 min alla tappa successiva · 25 km
Mohamed alazrak — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
Val di Funes
panorami
La valle da cui si vedono le guglie delle Odle di fronte, e in mezzo a un prato la chiesetta di San Giovanni in Ranui, del Settecento, col suo campanile a cipolla. È la cartolina più ripetuta delle Dolomiti.
Consiglio
La chiesa è proprietà privata: la foto si scatta gratis dal sentiero, e avvicinarsi alla chiesa è a pagamento, passando da un tornello. Rispettarlo non è opzionale, ci sono avvisi ovunque.
Giorno 3 · Passare a est per i passi
Gardena, Falzarego, Cortina e Misurina · 90 km
kallerna — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
Passo Gardena e Passo Falzarego
panorami
Due dei passi classici della Grande Strada, che aggirano il massiccio del Sella da nord e scendono poi verso Cortina. Al Falzarego restano gallerie e trincee scavate nella roccia durante la guerra di montagna dal 1915 al 1917, quando il fronte passava proprio di qui.
Consiglio
Parcheggia solo nelle piazzole di ghiaia segnalate: su questi passi è vietato fermarsi sul ciglio e multano. E d'inverno, dopo una nevicata, i passi possono chiudere per qualche ora o qualche giorno.
75 min alla tappa successiva · 48 km
kallerna — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
Cortina d'Ampezzo
cultura
La capitale delle Dolomiti orientali, circondata dall'anfiteatro delle Tofane, del Cristallo e del Sorapis. Fu sede olimpica invernale nel 1956 e lo è di nuovo nel 2026, e quella condizione di vetrina le ha dato un'aria di città che gli altri paesi della valle non hanno.
Consiglio
Il Corso Italia è la strada dove passeggiano tutti al tramonto, ed è l'unica volta in tutta la gita che vedrai qualcosa di simile a una città. Parcheggia nei parcheggi segnalati: anche qui il carro attrezzi funziona.
25 min alla tappa successiva · 17 km
User Giampaolo.Trapasso on it.wikipedia; Improved Version: User ThomasKloiber — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
Lago di Misurina
panorami
Un lago a millesettecento metri con le Tre Cime e il Sorapis attorno, e un grande albergo di fine Ottocento affacciato sull'acqua. Per la sua aria pulita d'alta quota funzionò per decenni come sanatorio infantile per l'asma.
Consiglio
Da qui parte la strada a pedaggio per le Tre Cime. Se sali domani, guarda oggi com'è l'accesso e se ti serve la prenotazione.
Giorno 4 · Il lago e le tre guglie
Lago di Braies e Tre Cime · 90 km
STirol — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
Lago di Braies
storia
Un lago glaciale turchese incastrato sotto una parete di mille metri, con un imbarcadero di legno e barche a remi. E una storia che quasi nessuno conosce: a fine aprile 1945 le SS portarono in questa valle oltre un centinaio di ostaggi illustri prelevati dai campi di concentramento, e ai primi di maggio furono liberati nell'albergo del lago.
Consiglio
È il posto con più restrizioni di tutte le Dolomiti. D'estate la strada è chiusa alle auto per buona parte della giornata e bisogna prenotare, oppure parcheggiare in basso e salire in autobus. Arriva prima delle nove o vai fuori stagione.
60 min alla tappa successiva · 42 km
sambuco — CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
Tre Cime di Lavaredo
panorami
Tre guglie di roccia allineate la cui parete nord precipita cinquecento metri a strapiombo; non fu scalata fino al 1933. Attorno c'è un sentiero circolare di dieci chilometri che le aggira, facile anche se con qualche salita, e con rifugi lungo il cammino.
Consiglio
La strada di salita al rifugio Auronzo è a pedaggio, circa quaranta euro ad auto, e richiede prenotazione anticipata via internet. Non è opzionale né si paga al casello: organizzalo prima di partire.
Questa gita è nell'app, giorno per giorno, con ogni tappa sulla mappa, i tragitti tra una e l'altra e dove dormire, e la possibilità di salvarla per quando non c'è campo.